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Eufoot

di Fabrizio Saulini

Le facce nuove del calcio europeo

L’inizio delle qualificazioni ad Euro 2016 e dei principali campionati (Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A, Ligue 1 e Eredivisie) aprono un primo interessante squarcio sulla nuova stagione del calcio europeo. In attesa di capire le gerarchie di forza tra club e nazionali, andiamo a scoprire quali (più o meno) nuovi giocatori hanno rubato l’occhio in questi primi scampoli di calcio ufficiale.

Simone Zaza

Classe: 1991

Paese: Italia

Club: Sassuolo (Serie A)

Ruolo: attaccante

Il ritorno della favola di Totò Schillaci: il ragazzo del sud che si conquista la serie A con i gol e la gavetta nelle serie minori e arriva in nazionale quasi per caso (in quanti hanno – abbiamo – pensato che la sua convocazione fosse poco più di un pretesto per dare uno smacco a Mario Balotelli?) per poi ritrovarsi una maglia da titolare e scoprire che non gli sta così male addosso… Antonio Conte ha avuto per due anni la possibilità di allenarlo alla Juventus e per due volte ha rinunciato, preferendogli attaccanti che oggi sono scivolati indietro nelle sue gerarchie o sono spariti dal suo orizzonte (Giovinco, Quagliarella, Matri). Che cosa gli ha fatto cambiare idea? Non è dato sapere, ed è probabile che l’infortunio a Stefan El Shaarawy abbia aiutato la decisione, ma difficilmente l’attaccante del Milan, o chiunque altro al suo posto, avrebbe fatto meglio di Zaza nelle due partite in cui è stato schierato: un calcio di rigore procurato, un gol (più un altro salvato sulla linea e un palo) e due volte Man of the Match. Sarà dura togliergli il posto.

Paco Alcácer

Classe: 1993

Paese: Spagna

Club: Valencia (La Liga)

Ruolo: attaccante

Già corteggiato da vari club europei di prima fascia, il 21enne centravanti del Valencia è la principale novità della nuova Spagna di Vicente Del Bosque, che lo ha fatto debuttare nell’amichevole contro la Francia e lo ha schierato dal primo minuto due giorni dopo, nel facile 5-1 contro la Macedonia. Oltre a segnare il gol del 3-0, Alcácer si è fatto notare per la sua predisposizione al pressing (in questo è simile a Zaza), la capacità di calciare con entrambi i piedi e l’abilità nel gioco aereo – per ora più nell’area di rigore che quando gioca lontano dalla porta. Come altri giovani attaccanti spagnoli (Callejon, Isco e Morata gli ultimi in ordine di tempo), in nazionale avrà il problema della fortissima concorrenza, senza contare la tendenza sempre più dominante tra gli allenatori della Liga a fare a meno della figura del centravanti tradizionale a favore del “falso nueve” e degli esterni. Per la sua crescita, forse sarebbe meglio rimanere qualche anno a Valencia (vedi David Villa).

Aaron Ramsey

Classe: 1990

Paese: Galles

Club: Arsenal (Premier League)

Ruolo: centrocampista centrale

Il Galles non conosce mezze misure, calcisticamente parlando: o sforna leggende del calcio anglosassone (Ian Rush, Mark Hughes, Ryan Giggs, Gareth Bale) o carneadi assoluti, il che contribuisce a spiegare i ripetuti fallimenti della nazionale. A quale delle due categorie appartiene Aaron Ramsey? Se la sua carriera finisse oggi, a nessuna delle due. Sarebbe il primo giocatore gallese di medio-alto livello: un grande talento mai del tutto sbocciato per via di un mix di infortuni, malintesi tattici e concorrenza serrata. Nell’ultimo anno solare, però, Ramsey è diventato inaspettatamente il giocatore più importante dell’Arsenal: nella stagione 2013-14, giocando come intermedio di centrocampo nel 4-1-4-1 di Arsene Wenger, ha segnato 10 gol (più 7 assist) in Premier League, nonostante quattro mesi persi per un infortunio. Al suo ritorno, a maggio, ha segnato il gol decisivo in finale di FA Cup. Dopo averlo fischiato per anni, ora i tifosi dei Gunners lo vorrebbero capitano al posto di Thomas Vermaelen, emigrato al Barcellona (Wenger non li ha ascoltati, preferendogli il compagno di reparto Mikel Arteta). La nuova stagione è cominciata nel solco della vecchia, con 2 gol nelle prime 3 partite. Difficile, allo stato attuale, trovare un centrocampista più completo in tutta la Premier League.

Memphis Depay

Classe: 1994

Paese: Olanda

Club: PSV Eindhoven (Eredivisie)

Ruolo: ala

D’accordo, l’ultima uscita con l’Olanda non ha esattamente “rubato l’occhio”, ma i progressi dell’esterno ventenne del PSV negli ultimi 18 mesi sono stati comunque impressionanti. Dopo la brillante prestazione (con gol) ai Mondiali contro l’Australia, il numero 11 ha cominciato l’Eredivisie con i fuochi d’artificio, segnando 5 gol in 4 partite. L’aspetto più sorprendente, però, è soprattutto il modo in cui Depay ha cambiato il suo modo di giocare, passando da “buco nero” (nessun giocatore ha tirato più in porta di lui nella scorsa stagione in Olanda) ad attaccante completo, capace di recuperare la posizione difensiva quando la palla è all’avversario e di creare più occasioni per i compagni. In questo inizio di stagione il sito di statistiche Squawka.com gli assegna uno score di 208, il terzo più alto dei cinque maggiori campionati europei dopo quelli di Zlatan Ibrahimovic e di Marco Verratti del Paris Saint-Germain, dominatore della Ligue 1 in Francia. L’Eredivisie non sarà la lega più competitiva del mondo, ma i numeri si fanno guardare.

Morgan Schneiderlin

Classe: 1990

Paese: Francia

Club: Southampton (Premier League)

Ruolo: centrocampista centrale

Parlando di giovani talenti, in Francia –e non solo – le attenzioni sono tutte per il 19enne Adrien Rabiot (soprattutto per i suoi problemi contrattuali con il PSG e le relative implicazioni di mercato). Per adesso, però il ct della Francia Didier Deschamps preferisce affidarsi alla concretezza e la solidità di questo 24enne del Southampton, stranamente risparmiato dalla diaspora che durante l’estate ha svuotato la rosa dei Saints. Schneiderlin ha ripagato la fiducia alzando l’asticella del suo rendimento, con 2 gol in 3 partite e una percentuale di passaggi riusciti dell’87 per cento, tra le più alte della Premier League. Alto, fortissimo nei contrasti, dotato di un eccezionale senso della posizione e tecnicamente più raffinato di quel che sembra, il numero 4 del Southampton è una specie di un Kevin Strootman a buon mercato (ancora per poco). In parecchi stanno prendendo nota.

Raheem Sterling

Classe: 1994

Paese: Inghilterra

Club: Liverpool (Premier League)

Ruolo: centrocampista d’attacco

A 20 anni non ancora compiuti, con già alle spalle un Mondiale da titolare e una stagione da 24 presenze, 9 gol e 5 assist in Premier League, Sterling è forse il volto più noto di questa lista. Impossibile, però, ignorare la vena e i progressi mostrati dal fantasista del Liverpool (ala? Numero 10? Seconda punta?) in precampionato e nelle prime uscite in Premier League e in nazionale: 2 gol e un assist nelle prime due giornate con il Liverpool, il titolo di Man of the Match nell’amichevole contro la Norvegia e un assist (con un rating di 7,4 da Whoscored.com) nella sfida di qualificazione contro la Svizzera. Punti di forza? Dribbling, tecnica, rapidità, propensione al gol e la capacità – sorprendente, per la sua età – di fare quasi sempre la scelta giusta. Punti deboli, se si eccettua il colpo di testa (è alto 1,70 m) per adesso non se ne vedono…

Infine, cliccate su questo link. Un unico indizio: ha 15 anni. Se un giorno dovesse diventare famoso, ricordatevi dove l’avete visto per la prima volta.

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