Sostieni
il giornalismo di qualità
ABBONATI ORA
HOT TOPICS  / Recovery plan Brexit Coronavirus

Ok da Strasburgo alle ricostruzioni post-terremoto con 95% di fondi Ue

Bruxelles – Non sarà il 100% chiesto inizialmente ma l’Italia potrà comunque finanziare le spese di ricostruzione post-terremoto con fondi al 95% comunitari. Il Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato il regolamento che autorizza a finanziare le operazioni di ricostruzione a seguito di disastri naturali anche tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) fino a un massimo del 95% dei costi.

Il regolamento è stato già concordato con il Consiglio a maggio ed è stato approvato in Plenaria con 625 voti favorevoli 5 contrari e 28 astenuti. Tra l’Italia e gli altri Stati membri c’era stato un forte dibattito perché alcuni Paesi non volevano questa modifica che ritenevano contraria alla logica dell’attuale politica coesione secondo cui i progetti devono essere co-finanziati sia con fondi Ue sia tramite fondi nazionali. Alla richiesta del Parlamento (che seppur diviso era in linea con le richieste italiane) di consentire l’utilizzo di soli fondi Ue il Consiglio aveva risposto con una controproposta del 90%, alla fine l’accordo si è trovato sul 95%.

Questi aiuti saranno dati non solo all’Italia ma a tutti gli Stati membri e le regioni colpite da disastri naturali completando gli aiuti già disponibili grazie al Fondo di solidarietà.

La data di inizio dell’ammissibilità delle spese dei beneficiari avrà effetto retroattivo per poter consentire l’ammissibilità delle spese sostenute e pagate dalla data in cui è avvenuto il disastro ambientale. Questo regolamento si applicherà retroattivamente dall’1 gennaio 2014.

L’accordo che abbiamo raggiunto è l’espressione della nostra solidarietà”, il commento della liberale bulgara Iskra Mihaylova, relatrice del testo per l’Aula. “Siamo tutti vulnerabili. Un disastro naturale può succedere in tutte le regioni europee e noi dobbiamo dare un supporto adeguato a tutte le regioni colpite per aiutarle ad affrontare queste difficoltà”. La Politica di coesione quindi “deve essere più flessibile e capace di adattarsi rapidamente a nuove difficoltà per assicurare una risposta rapida e appropriata a tutte le necessità” .

Approvato il testo che abbassa radicalmente la quota di cofinanziamento nazionale per far fronte ai disastri naturali. La relatrice: " La Politica di coesione deve essere più flessibile"
L'accesso agli articoli è riservato agli utenti iscritti o abbonati
ISCRIVITI o ABBONATI
Sei già iscritto o abbonato? Effettua il login

ARTICOLI CORRELATI

Exit mobile version