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Il Consiglio d'Europa promuove l'Italia sui migranti e invita l'Ue a sostenerla di più

Bruxelles – In Italia i migranti ricevono una buona accoglienza, ma serve un approccio europeo al fenomeno e l’Ue deve sostenere di più le autorità nazionali. È questa, in estrema sintesi, l’indicazione che proviene dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene (Cpt) del Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale per la tutela dei diritti umani distinta dall’Ue. Dopo la visita condotta in Italia per valutare la situazione cittadini stranieri privati della propria libertà negli “hotspot” e nelle strutture di accoglienza e detenzione per migranti, il Cpt ha stilato un rapporto nel quale, viste le difficoltà che l’Italia sta affrontando in questi anni a causa del massiccio flusso migratorio e gli sforzi compiuti dal Paese per fornire assistenza e aiuti a centinaia di migliaia di rifugiati, ribadisce la necessità di collaborazione a livello europeo. E’ necessario un approccio coordinato e un sistema di sostegno alle autorità nazionali per affrontare il fenomeno dell’arrivo in massa di migranti, secondo il Comitato.

La delegazione del Cpt ha visitato gli ‘hotspot’ di Lampedusa, Pozzallo e Trapani e ha potuto osservare una procedura di sbarco nel porto di Trapani. Gli esperti del Consiglio d’Europa hanno visitato anche i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Caltanissetta, Ponte Galeria (Roma) e Torino, nonché le camere di sicurezza presso l’aeroporto di Roma Fiumicino. Le condizioni di vita sono state ritenute buone in generale, con l’eccezione di Lampedusa, il cui hotspot è stato definito accettabile solo per brevi permanenze. Il rapporto contiene raccomandazioni specifiche per migliorare le condizioni materiali nella struttura dell’isola, per garantire che i cittadini stranieri rimangano il più breve periodo di tempo possibile.

Per quanto riguarda i Centri di permanenza per i rimpatri, la delegazione non ha ricevuto segnalazioni di maltrattamenti fisici presso i tre centri visitati. Tuttavia, sono stati riscontrati problema di intimidazioni e violenza tra detenuti presso il Cpr di Caltanissetta e, in qualche occasione, presso quello di Torino. Le condizioni materiali sono state complessivamente ritenute accettabili, ad eccezione del Cpr di Caltanissetta, dove sono state valutate molto carenti (spazi ridotti e scarse condizioni igieniche, con materassi e coperte sporchi e sanitari che richiedono riparazioni urgenti). Ulteriori azioni dovrebbero essere intraprese per apportare miglioramenti, secondo quanto scrive la delegazione nel rapporto.

Il Comitato del Consiglio d’Europa ha anche visitato le camere di sicurezza all’aeroporto di Fiumicino, destinate a trattenere i cittadini stranieri ai quali è rifiutato l’ingresso nel Paese. Queste sono risultate idonee solo per permanenze molto brevi, essendo le strutture sprovviste di luce naturale, aria fresca e aree di passeggio esterne.

In risposta al rapporto del Cpt, le autorità italiane hanno chiuso temporaneamente l’hotspot di Lampedusa e il Centro di permanenza per i rimpatri di Caltanissetta in attesa della loro ristrutturazione.

Il Consiglio d’Europa chiede un approccio europeo coordinato per far fronte ai massicci arrivi di migranti in Italia e pubblica un rapporto positivo (ma con qualche eccezione) sui centri di accoglienza per migranti
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Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.

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