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Silvio Berlusconi a Strasburgo per i lavori preparatori della prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo (1/7/2019)

Nomine UE, Berlusconi: "PPE sostiene Weber, ma siamo pronti ad un'alternativa"

dall’inviato

Strasburgo – La figura di Manfred Weber è ormai caduta. Il candidato designato dei popolari (PPE) alla Commissione europea verrà sostenuto dal gruppo un’ultima volta, poi se le altre forze politiche non accetteranno il nome, su cui finora non hanno saputo maturare alcuna intesa, allora il PPE proporrà un altro nome. A ‘svelarlo’ il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al termine della riunione dei cristiano-democratici nella prima giornata di lavori del nuovo Parlamento europeo.

I lavori di gruppo che precedono la sessione d’Aula sono stati dedicati alla questione delle nomine, che tiene in scacco l’intera Unione europea. “Rimaniamo sulla posizione per cui deve essere un nome del PPE a capo della Commissione europea”, ribadisce Berlusconi. Il cavaliere ricorda che è il PPE ad aver vinto le elezioni, con “quaranta milioni di cittadini europei che hanno votato per il PPE perché sapevano che il candidato era Weber”.

Dunque, per ragioni di democrazia, si insiste sulla stessa linea, quello dello ‘Spitzenkandidaten’. “Abbiamo deciso all’unanimità di proporre Weber” a capo dell’esecutivo comunitario. “Se gli altri membri del Parlamento europeo non dovessero accettarlo, allora proporremo un’alternativa, sempre del PPE”.

L’alternativa, se c’è, si tiene segreta. Berlusconi non fa nomi. Ammette che la cancelliera tedesca sarebbe un’ottima opzione, ma “la signora Merkel non ha intenzione di lasciare la cancelleria”, la guida del governo federale tedesco. Il leader di Forza Italia assicura che qualora dovesse scattare il ‘piano B’, si tratterò di una figura “con esperienza di governo, che non potrà essere rifiutata” dalle altre forze politiche.

Berlusconi quindi si ‘cala’ nuovamente nel personaggio di parlamentare europeo, ruolo già interpretato nel 1999. “E’ un ritorno piacevole”. Ricorda che nella sua breve stagione europea, interrotta nel 2001 per assumere la presidenza del Consiglio, “ho lavorato molto, difendendo gli interessi degli italiani, e continuerò a farlo”.

Il presidente di Forza Italia al termine della riunione del gruppo a Strasburgo conferma la resa del Parlamento. Ultimo tentativo di appoggiare lo spitzenkandidat, prima della svolta
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