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GDPR: Il regolamento Ue per la tutela della privacy raggiunge i primi risultati, ma occorre lavorare ancora

Bruxelles – Le imprese si stanno conformando al nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, mentre i cittadini stanno diventando sempre più consapevoli dei loro diritti in materia di privacy e tutela dei dati. Queste sono le prime conclusioni del collegio dei commissari riguardo l’impatto che ha avuto l’introduzione del regolamento generale sulla protezione dati personali, a poco più di un anno dalla sua entrata in vigore, dopo che la maggior parte degli Stati membri ha incluso nel proprio quadro giuridico nazionale le norme del GDPR (General Data Protection Regulation).

Il General Data Protection Regulation ha contribuito a creare una serie di leggi innovative sulla tutela della privacy dei cittadini europei consentendo ai residenti dell’UE di controllare le proprie informazioni personali in modo da poter utilizzare le tecnologie digitali in maniera libera e sicura.

Tuttavia solo il 20% degli europei sa quale sia l’autorità pubblica responsabile per la protezione dei loro dati personali presenti online, e per tale ragione è stata lanciata dalla Commissione europea una campagna per incoraggiare i cittadini dell’Unione ad ottimizzare le impostazioni e a leggere le dichiarazioni sulla tutela della privacy.

“I dati stanno diventando un elemento inestimabile per un’economia digitale in piena espansione e svolgono un ruolo sempre più importante nello sviluppo di sistemi innovativi e nell’apprendimento automatico” ha affermato il primo vicepresidente della Commissione europea Franz Timmermans, sottolineando come “l’Ue si sta impegnando in prima linea per la tutela dei diritti della persona nella trasformazione digitale”.

Parole condivise anche da Vera Jourova, commissaria Ue per la Giustizia e la tutela dei consumatori, la quale ha ribadito che “il regolamento generale sulla protezione dei dati sta dando i suoi risultati, offrendo ai cittadini Ue efficaci strumenti per affrontare le sfide che la digitalizzazione comporta così da poter controllare anche tutelare i loro dati personali”. Per questo “occorre continuare a lavorare affinché il nuovo regime di protezione dei dati diventi pienamente operativo ed efficace” ha continuato la Commissaria ribadendo come “al di fuori dell’Unione europea, il GDPR  offre alla diplomazia digitale la possibilità di promuovere il flusso di dati basati su standard elevati con altri Paesi che condividono gli stessi valori dell’Ue”.

Anche se molti degli obiettivi sono stati raggiunti la Commissione definisce altre misure concrete per rafforzare ulteriormente l’applicazione delle norme per la protezione dei dati personali, così da identificarlo come uno dei diritti fondamentale nell’Unione europea.

L’obiettivo è quello di restituire alle persone fisiche il controllo dei loro dati personali e al tempo stesso garantire la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell’UE. Tra questi soltanto Grecia, Portogallo e Slovenia non hanno aggiornato la loro legislazione nazionale in materia di tutela dei dati in linea con le norme comunitarie.

Un continente, una sola legge comunitaria dunque, dove la Commissione continuerà a monitorare le legislazione in materia di privacy e di tutela dei dati personali dei cittadini europei in modo tale che le leggi nazionali siano in linea con la regolare applicazione delle norme presenti nel GDPR.

"I dati stanno diventando un elemento inestimabile per un'economia digitale in piena espansione e svolgono un ruolo sempre più importante nello sviluppo di sistemi innovativi e nell'apprendimento automatico"
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Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.

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