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Nucleare, "la legislazione sulla sicurezza in UE deve essere aggiornata"

Bruxelles – Il quadro giuridico dell’Ue sulla sicurezza nucleare deve essere aggiornato. Secondo l’ultimo rapporto della Corte dei Conti dell’UE, la Commissione europea ha assolto gli obblighi sulla sicurezza che le competono dopo la sottoscrizione del trattato Euratom (che fonda la Comunità europea dell’energia atomica, nata per assicurare un uso pacifico dell’energia nucleare), ma ci sono ancora margini di miglioramento.

La sicurezza nucleare, spiegano i revisori di Lussemburgo, è in genere una competenza specifica degli Stati membri dell’UE, Ma anche all’esecutivo comunitario spettano diversi “obblighi”, in termini di normativa e soprattutto di vigilanza. La Commissione deve infatti vigilare sul recepimento, da parte degli Stati membri, delle direttive approvate periodicamente dal Consiglio UE nel diritto nazionale, avviando quando necessario procedure di infrazione contro gli inadempienti. Inoltre, esamina i progetti di investimento nel settore nucleare previsti negli Stati membri, per valutarne la compatibilità con il trattato Euratom. Infine, ha la facoltà di verificare “il funzionamento e l’efficacia” degli impianti di monitoraggio permanente del grado di radioattività dell’atmosfera, delle acque e del suolo.

Secondo la Corte di Lussemburgo andrebbe aggiornato l’intero quadro giuridico della sicurezza nucleare, dei metodi e delle procedure che sono utilizzate dalla Commissione per valutare il recepimento delle direttive Eurotom nell’ordinamento nazionale, e soprattutto le modalità che vengono impiegate per formulare pareri sugli investimenti nucleari e verificare gli impianti di monitoraggio della radioattività. João Figueiredo, il membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione ha però precisato che la “Commissione ha assolto in generale gli obblighi che le incombono in materia di sicurezza nucleare”, anche se si può fare di più.

Alla fine del 2019, precisano da Lussemburgo, in Europa erano attivi 124 reattori nucleari in 14 Stati membri (tra cui il Regno Unito). Quattro di questi Stati membri, che non vengono specificati, avevano nuovi reattori in costruzione.

La relazione della Corte dei Conti europea: Bruxelles "ha assolto i propri obblighi previsti dall'Euratom, ma ci sono margini di miglioramento". Alla fine del 2019, dicono da Lussemburgo, in Europa erano attivi 124 reattori nucleari in 14 Stati membri
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