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Lo stadio del Barcellona

Liga, come si può spiegare l’avvio difficile del Barcellona?

Il rumore del pallone calciato a tutta potenza dai migliori giocatori del mondo è unico e incredibilmente appassionante. Per questo il popolo dei tifosi è in festa, dato che sono già ripartite tutte le maggiori competizioni calcistiche a livello europeo, comprese le due coppe continentali: Champions League ed Europa League. Non sono da meno, ovviamente, i principali campionati nazionali: Serie A, Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e, soprattutto La Liga spagnola, su cui si è anche tornati a scommettere online attraverso siti web dedicati. Diciamo soprattutto perché si sta verificando un qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa, ossia vedere una delle due squadre più forti di Spagna alle prese con un avvio talmente brutto e difficile che non sembra vero: parliamo del Barcellona.

Eppure, nonostante l’incredulità, sta accadendo, tanto che la classifica parla di una squadra relegata nelle posizioni centrali, lontana da quelle di testa che solitamente le competono già da inizio campionato. Ciliegina sulla torta, in negativo, sull’avvio di stagione del Barcellona è sicuramente la sconfitta con l’eterna rivale: il Real Madrid. Se si pensa, poi, che anche in casa madrilena le cose di certo non vadano benissimo, la situazione appare ancora più grave per i blaugrana. Una crisi dalle mille sfaccettature cui si può provare a dare qualche spiegazione a partire dalla fine della scorsa stagione.

Il Barcellona, infatti, ha dovuto arrendersi al Real Madrid in Liga, dopo aver perso lo scontro diretto nel Clasico e consegnando di fatto il campionato a Sergio Ramos e compagni. Un’altra batosta, poi, è arrivata in Champions League. Nell’inedita versione della Final Eight di agosto, infatti, i catalani sono stati sonoramente sconfitti ed eliminati ai quarti di finale dal Bayern Monaco, con il risultato incredibile di 8-2 per i bavaresi, poi andati a vincere la Coppa dalle Grandi Orecchie contro il Paris Saint German in finale a Lisbona.

La pausa estiva, poi, non è stata di certo di relax per la società blaugrana. Il braccio di ferro tra Messi e il presidente Bartomeu è andato avanti per settimane, con il sei volte pallone d’oro inizialmente intenzionato a lasciare la Catalogna grazie alla clausola presente sul proprio contratto. Un muro contro muro durato fino all’inizio della Liga e che sembra essersi risolto solo nelle ultime settimane, con le dimissioni proprio di Bartomeu e della giunta direttiva del Barcellona arrivate qualche giorno fa come un fulmine a ciel sereno.

Anche il mercato, poi, non ha convinto più di tanto sia i tifosi che i giocatori stessi del club. Su tutte la cessione a titolo gratuito di Luis Suarez, centravanti della squadra. Gli attriti con la società erano diventati tali da rendere il rapporto improrogabile ulteriormente, tanto da convincere il Pistolero a non rinnovare il contratto con il Barcellona. Suarez, poi, dopo essere stato a un passo dalla Juventus è andato all’Atletico Madrid.

Infine il doppio cambio in panchina nel corso della scorsa stagione, che non ha permesso alla squadra di avere continuità tecnica. Dopo l’esonero di Ernesto Valverde a gennaio 2020, ed erano quasi 20 anni che il Barcellona non cambiava allenatore a metà stagione, è stato scelto Quique Setien, che da subito non si è dimostrato all’altezza del ruolo. La debacle in Champions League, poi, è stata la goccia che ha fatto traboccare inevitabilmente il vaso. Da qui, dunque, l’ingaggio dell’ex CT della nazionale olandese Ronald Koeman, ritrovatosi con una squadra completamente rivoluzionata e una situazione societaria difficile. Di certo, il Clasico perso in casa di recente non è il miglior biglietto da visita, ma il campionato è ancora lungo.

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