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Allargamento Ue, intesa tra Commissione e leader dei Balcani occidentali su Agenda verde e Mercato comune regionale

Bruxelles – C’è un’Unione Europea anche fuori dall’Unione Europea. O almeno, è questo ciò su cui sta scommettendo la commissione von der Leyen negli ultimi mesi. Sono i Balcani occidentali, un’area di grande importanza strategica per il futuro allargamento della stessa Unione sul continente europeo. Se il Piano economico e di investimento globale per i Balcani occidentali dello scorso 6 ottobre non l’avesse reso sufficientemente chiaro, a spazzare via ogni dubbio è arrivato ieri (martedì 10 ottobre) l’intervento dei vertici della Commissione al summit di Sofia tra UE e Balcani occidentali. Ad aprire la conferenza nell’ambito del Processo di Berlino (iniziativa avviata nel 2014 dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, per sostenere il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali), è stata la presidente Ursula von der Leyen: “Una priorità assoluta della mia Commissione è che il futuro della regione sia nell’Unione Europea”, ha esordito. “Con le nuove misure vogliamo accelerare lo sviluppo economico e sostenere l’attuazione delle riforme, per avvicinare i Balcani al Mercato Unico europeo”.

Sotto gli auspici del premier bulgaro, Boyko Borissov, e del presidente macedone, Zoran Zaev,  a Sofia sono stati approvati gli impegni assunti al vertice di Zagabria nel maggio scorso: maggiore connettività, istituzione di un mercato regionale comune, lancio di un’agenda verde e sostegno all’integrazione delle comunità rom i punti principali del progetto. In particolare, al termine del summit, è stata firmata una dichiarazione sul Mercato comune regionale e una sull’Agenda verde: nella prima è stata sancita la cooperazione regionale per allinearsi alle regole del Mercato Unico, mentre la seconda riafferma gli impegni delle parti per raggiungere gli obiettivi del Green Deal Europeo. Obiettivi che saranno sostenuti dal Piano Ue, che mobiliterà fino a 9 miliardi di euro per accelerare la ripresa socioeconomica dalla pandemia Covid-19, oltre a un nuovo strumento di garanzia che potrà stimolare investimenti fino a 20 miliardi di euro nel prossimo decennio. Approvato anche il nuovo pacchetto di connettività 2020, con sei progetti nei settori del trasporto sostenibile e dell’energia pulita presentati dalla Commissione nell’ambito del quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali. Questa iniziativa costituisce il primo passo verso l’attuazione dei progetti del Piano economico e completa la realizzazione dell’impegno dell’Unione del 2015 a fornire 1 miliardo di euro a sostegno della connettività nella regione.

Su queste basi, i leader dei sei Paesi della regione che aspirano all’adesione UE (Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Albania, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo) si sono impegnati ad attuare le riforme necessarie per raggiungere gli obiettivi del Pacchetto sull’Allargamento 2020. “Sono lieto di vederli abbracciare il ruolo vitale della cooperazione regionale”, ha commentato l’alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. “Non dobbiamo dimenticare che la ripresa deve essere sostenibile e socialmente giusta”. Per questo motivo, come sottolineato dallo stesso Borrell, “il Piano economico e l’Agenda verde si concentrano su investimenti moderni, verdi e incentrati sulle persone”. In occasione del vertice di Sofia, il commissario per la Politica di vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, ha sottolineato che “la prospettiva europea rimane un motore per il cambiamento nella regione”. I due aspetti più apprezzati dalla Commissione sono proprio gli impegni dei leader della regione a “sviluppare un mercato regionale comune e attuare una transizione verde e digitale“, ha ricordato Várhelyi. Concetti-chiave per l’intera Unione Europea e, di conseguenza, anche per chi aspira a farne parte.

 

Nell'ambito del Processo di Berlino, al summit di Sofia sono stati sottoscritti gli impegni per l'erogazione del Piano di investimenti dell'Unione. Per l'alto rappresentante Borrell, "la mobilitazione delle risorse sarà vincolata a una ripresa sostenibile e socialmente giusta"
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