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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

Von der Leyen: oggi non posso dire se arriveremo ad un accordo post Brexit con Londra

Bruxelles – Ursula von der Leyen lo dice chiaro e tondo davanti al Parlamento europeo: i negoziati con Londra sono ancora lontani dal giungere ad un accordo, e non vi è alcuna certezza di raggiungerlo.

“Sono giorni decisivi per i nostri negoziati con il Regno Unito -, dice, per l’ennesima volta, la presidente della Commissione europea -. Ma oggi non posso dire se alla fine ci sarà un accordo“, annuncia.

Von der Leyen conferma quanto noto da settimane, che “sono stati compiuti progressi reali su una serie di importanti questioni: applicazione della legge e cooperazione giudiziaria; sul coordinamento della sicurezza sociale. E anche su merci, servizi e trasporti abbiamo ora la bozza di un possibile testo finale. In queste aree ci sono ancora alcune questioni importanti da concordare, ma dovrebbero essere gestibili”.

I nodi “che possono fare la differenza tra un accordo e nessun accordo” però sono sempre gli stessi tre, elenca la presidente: “I temi cruciali per la parte europea sono ovviamente le questioni legate alla parità di condizioni (il level playing field), alla governance e alla pesca. Con pochissimo tempo davanti a noi, faremo tutto quanto in nostro potere per raggiungere un accordo. Siamo pronti per essere creativi”, assicura. “Ma – sottolinea von der Leyen – non siamo pronti a mettere in discussione l’integrità del nostro mercato unico, la principale salvaguardia della prosperità e della ricchezza europee. Questo è il motivo per cui dobbiamo stabilire meccanismi solidi, garantendo che la concorrenza sia e rimanga libera ed equa nel tempo”.

Nelle discussioni sugli aiuti di Stato “abbiamo ancora problemi seri”, continua, spiegando che “restano notevoli difficoltà sulla questione di come possiamo garantire, ora e nel tempo, i nostri standard elevati comuni in materia di diritti sociali e del lavoro, ambiente, cambiamento climatico e trasparenza fiscale”.

L’Unione ha bisogno di stabilire quali rimedi sono disponibili, nel caso in cui una parte devierà in futuro, “perché la fiducia è un bene, ma la legge è meglio. E cruciale alla luce della recente esperienza: un forte sistema di governance è essenziale per garantire che ciò che è stato concordato sia effettivamente fatto”, dice riferendosi alla violazione dell’Accordo di separazione contenuta nell’Internal market bill che il Parlamento britannico ha recentemente approvato e contro il quale l’UE ha aperto una procedura.

Sul tema della pesca von der Leyen conferma che “nessuno mette in dubbio la sovranità del Regno Unito sulle proprie acque. Ma chiediamo prevedibilità e garanzie per i nostri pescatori, che navigano in queste acque da decenni, se non secoli”.

“I prossimi giorni saranno decisivi – ripete la presidente -. L’Unione europea è ben preparata per uno scenario senza accordo, ma ovviamente preferiamo avere un accordo. Ho piena fiducia nell’abile guida del nostro capo negoziatore Michel Barnier. Ma una cosa è chiara: qualunque sia il risultato, deve esserci, e ci sarà, una netta differenza tra l’essere un membro a pieno titolo dell’Unione ed essere solo un prezioso partner”.

I nodi "che possono fare la differenza tra un accordo e nessun accordo" sono sempre gli stessi tre, elenca la presidente: "La parità di condizioni (il level playing field), la governance e la pesca"
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