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L'EDITORIALE

di Lorenzo Robustelli
Direttore di Eunews      
Gli interni di "Barbiere Armando", in via Vincenzo Monti a Milano.

Vaccini, passaporti e riaperture

La campagna vaccinale contro il COVID è iniziata in tutta Europa. Forse a rilento, forse no, con l’Italia che si fa riconoscere per essere al vertice tra le Nazioni dell’Unione per persone vaccinate, ma anche per i furbetti del vaccino, persone, sembra tante, forse 100mila, che hanno avuto il siero da “un amico”, senza averne ancora il diritto.

Comunque la campagna è partita, e procederà. Ma intanto cosa ne è dei vaccinati? Come si può sapere chi è stato vaccinato? Chi ha ricevuto la puntura come può dimostralo? E se l’ha ricevuta può riprendere il suo lavoro come prima della pandemia?

A quanto si apprende in Danimarca si sta mettendo a punto un “passaporto vaccinale” che, almeno all’interno del piccolo regno, aiuterà a farsi riconoscere come immuni (almeno per qualche mese). Ma sembra essere un’iniziativa isolata, non coordinata con altri Paesi membri o non dell’Unione europea. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha scritto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiederle di mettersi rapidamente al lavoro su un documento “che sia accettato in tutti gli Stati membri”. Iniziativa necessaria e saggia, perché altrimenti tra qualche settimana entreremmo in una situazione di caos con qualche milione di vaccinati che girerà per l’Europa protestando che nonostante il vaccino la sua vita sociale ed economica non sarà ripresa.

Ed è questo il secondo punto: cosa potranno fare i vaccinati? Nessuno ce lo ha spiegato. Ad esempio, qui in Belgio i parrucchieri sono chiusi. Un barbiere anziano che sarà stato vaccinato potrà aprire la sua bottega? Dovrebbe essere così, certo seguendo qualche regola contro gli assembramenti, ma non si capisce perché la sua piccola attività economica non debba poter ripartire. O un cardiopatico cinquantenne e il suo collega diabetico che magari dividono l’ufficio potranno tornare a lavorare insieme, se vaccinati? O un figlio sessantenne potrà entrare in una RSA a visitare l’anziana madre lì ricoverata? Potrò invitare a cena due amici vaccinati (qui in Belgio il limite per gli ospiti è da mesi di una persona, sempre la stessa, per famiglia)? I vaccinati potranno andare al cinema?

Quello di cui non abbiamo conoscenza è il “piano per la ripresa durante la campagna vaccinale”, che pure deve esser fatto. Anche perché, se è vero che il vaccino dura otto-nove, forse dieci mesi, quando saranno vaccinati i trentenni sani, probabilmente verso novembre o dicembre, i vaccinati di oggi saranno di nuovo sulla soglia dell’essere scoperti dalla protezione e si aprirà un circolo vizioso di “campagna vaccinale continua”, almeno per qualche anno forse. Però questa dovrà tornare ad essere una nuova normalità, nella quale chi è immune deve poter avere una vita “quasi” normale, nell’interesse suo e di tutti. Ma va organizzata oggi.

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