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David Sassoli

Conferenza sul futuro dell'Europa, Sassoli: "Sentiamoci parte di un destino comune"

Bruxelles – Una “tempesta che deve consentire ai cittadini di diventare attivamente parte del futuro dell’Europa”. Tra sfide attuali e opportunità future il presidente del Parlamento europeo David Sassoli si rivolge in questi termini nel discorso tenuto durante la Conferenza interdisciplinare di alto livello sul futuro dell’Europa organizzata dal Collegio d’Europa, l’istituto di Bruges dove si formano i funzionari europei di domani.

Invitato a un evento che gli stessi curatori (tra cui l’ex Alto Rappresentante Federica Mogherini, rettore del Collegio) hanno definito come “una conferenza sulla conferenza”, in quanto dedicato a discutere sui lavori che riguarderanno la Conferenza sul Futuro dell’Europa, il capo dell’Eurocamera ha insistito sulla centralità che quest’ultima avrà per l’avvenire della democrazia a dodici stelle e per riflettere sull’identità dell’Unione Europea.

“La crisi sanitaria ci ha fatto pensare che le autocrazie fossero più efficienti delle democrazie. Nonostante le difficoltà della pandemia nel garantire la trasparenza e la coerenza dei principi democratici, però, noi possiamo dire che l’emergenza pandemica non ha indebolito la nostra identità europea”, sottolinea Sassoli. Che avverte: “Se difettiamo nel proteggere i nostri valori abdicheremo alla nostra identità. Il Presidente russo Putin ha detto in un’intervista che la democrazia è obsoleta, io invece dico che è l’unico strumento per proteggere le nostre libertà“.

A proposito di democrazia, l’Europa, ricorda ancora Sassoli, “è vista come un riferimento a livello mondiale e che in quanto tale è chiamata a una responsabilità”. Per questo c’è la necessità di avviare quanto prima la Conferenza sul Futuro dell’Europa, rinviata a causa dell’avvento della pandemia da Covid-19, ma soprattutto per la mancanza di un accordo tra le istituzioni sulla presidenza. “Abbiamo bisogno quanto prima di avviare un dialogo con i cittadini e con gli Stati membri. Non vogliamo che le istituzioni a Bruxelles appaiano lontane dalla vita quotidiana”. Con questo appuntamento “apriremo la discussione a 360 gradi ampliandola a tutti gli interessati: alle ONG, alle  associazioni di cittadini, alle università, ai sindacati, ai partiti. È importante mandare un segnale che l’Europa vuole rafforzare i suoi meccanismi”.

Nessuna preclusione per gli aspetti tecnici e per le finalità. “Sarebbe assolutamente sbagliato fare una lista della spesa”, dice risponendo a chi chiede dei progetti nei quali la Conferenza può sfociare. “Non pensiamo alla Conferenza con un un obiettivo predefinito, vogliamo solo che sia una boccata di aria fresca per i cittadini, serve all’Unione Europea per fermarsi e capire cosa vogliono i cittadini per il loro futuro”.

L’evento, secondo Sassoli servirà anche per risollevare l’orgoglio di sentirsi europei. “Molti vogliono essere come noi. L’UE non esiste per imporre il suo modello, ma noi vogliamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto in 70 anni”. Gli Stati che fanno parte del progetto di integrazione “hanno scoperto la pace e oggi l’Europa può essere un vero e proprio attore della pace nel mondo. È una storia che in molti ammirano”.

L’imperativo però è quello di imparare dalla lezione offerta dalla pandemia di coronavirus. “I padri fondatori dicevano che sarebbero state le crisi che avrebbero favorito l’integrazione europea”, continua il presidente dell’Eurocamera citando Robert Schuman, il ministro degli Esteri francese che è stato fra gli architetti della Comunità europea. “Durante questo ultimo anno ci siamo ricordati che gli ostacoli possono permetterci di trovare risposte comuni. Ora abbiamo in dotazione strumenti che sembravano possibili fino a pochi anni fa, proprio perché siamo sulla stessa barca. La crisi sta aumentando le nostre possibilità di risposta”, ha detto riferendosi anche ai progetti in cantiere per la ripresa dell’economia europea.

Un ultimo messaggio è stato dedicato ai giovani che hanno seguito l’evento in diretta streaming.” Cosa potete fare voi giovani? Credo che ognuno debba fare il proprio dovere”. Nello specifico “il vostro dovere è studiare perché abbiamo bisogno del vostro studio, della vostra sapienza, per cambiare i meccanismi, per cambiare il sistema. Solo chi conosce i meccanismi può cambiarli. E servono cittadini responsabili per farlo”. Un ultimo suggerimento: “Non credete che quello che state facendo sia utile solo per un gruppo ristretto di persone. Lo è per tutti noi”.

Il presidente del Parlamento europeo interviene al Collegio d'Europa e si rivolge anche ai giovani: "Studiare è il vostro dovere perché il mondo ha bisogno del vostro studio, per cambiare il sistema e i meccanismi"
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Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.

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