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Brexit, primo scontro diplomatico: L'UE cancella gli appuntamenti con l'ambasciatore di Londra

Bruxelles – Non si scioglie la tensione tra Unione Europea e Regno Unito dopo il rifiuto di Londra di concedere il pieno status diplomatico al portoghese Joao Vale de Almeida, primo ambasciatore dell’UE presso il Regno Unito post-Brexit. L’incontro inaugurale programmato tra il rappresentante britannico per i rapporti con le istituzioni UE, Lindsay Croisdale-Appleby, e Frédéric Bernard, capo del gabinetto del presidente del Consiglio UE Charles Michel, è stato rinviato a tempo indeterminato a causa della disputa sul mancato riconoscimento dei privilegi e le immunità concessi ai diplomatici in base alla Convenzione di Vienna.

Il rappresentante britannico per i rapporti con le istituzioni UE, Lindsay Croisdale-Appleby (credits: gov.uk)

La decisione sullo status diplomatico UE da parte di Downing Street, che al momento non sembra cedere (“continuiamo a impegnarci con l’UE su accordi a lungo termine per la delegazione, ma la questione non è risolta“, ha dichiarato un funzionario britannico), ha irritato Bruxelles. L’alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell, ha definito l’azione di Londra “un segnale poco amichevole” e “se le cose continuano così, non ci sono buone prospettive”. È alto il rischio che la resistenza di Londra possa avere ripercussioni tangibili: da due giorni Bruxelles insiste sul fatto che dovrebbe avere diritto a una quota dei vaccini Covid-19 prodotti da AstraZeneca nel Regno Unito e potrebbe rifiutare qualsiasi incontro con Croisdale-Appleby fino a quando non saranno risolte entrambe le questioni.

Dominic Raab, ministro degli Esteri britannico, ha insistito sul fatto che l’ambasciatore dell’UE a Londra dovrebbe essere visto come “un rappresentante di una organizzazione internazionale“, piuttosto che essere trattato sulla stessa base diplomatica di un ambasciatore nazionale. Londra non vuole “creare un precedente” trattando un’organizzazione internazionale con gli stessi privilegi di uno Stato nazionale. Ma l’Unione ha proprie delegazioni con lo stesso status diplomatico degli Stati-nazione in altri 142 Paesi. Senza la protezione della Convenzione di Vienna, l’ambasciatore e il suo staff non possono presentare le credenziali alla Regina d’Inghilterra, non godono dell’immunità dalla detenzione, dalla giurisdizione penale e di quella fiscale.

In un evento organizzato ieri (giovedì 28 gennaio) dal Forum UE-Regno Unito con sede a Bruxelles, Julian King, ultimo commissario europeo britannico, ha avvertito il governo Johnson che “tutto ciò che ostacola le funzioni degli ambasciatori è particolarmente sgradito”. Dal momento in cui “gli ambasciatori svolgono un ruolo essenziale”, è necessario “superare questo scoglio quanto prima, altrimenti ci saranno grossi problemi“, ha rincarato. In un’intervista al Financial Times, il vicepresidente della Commissione UE, Maroš Šefčovič, ha ricordato che il Regno Unito, da ex-Paese membro, “sa abbastanza bene che l’Unione Europea non è solo un’organizzazione internazionale” e che nonostante Bruxelles non voglia “esagerare o drammatizzare la situazione” è altrettanto essenziale che “questo è un problema si risolva con il dialogo”.

Il Consiglio UE potrebbe rifiutare qualsiasi incontro con Croisdale-Appleby fino a quando non saranno riconosciuti i privilegi al proprio ambasciatore nel Regno Unito. Intanto Bruxelles reclama il diritto a una quota dei vaccini Covid-19 prodotti da AstraZeneca in UK
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