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L'Eurocamera apre all'idrogeno 'blu' ma spinge per una transizione rapida verso quello 'verde'

Bruxelles – Al Parlamento europeo è iniziata la discussione sull’idrogeno “pulito”. La Commissione per l’Ambiente ha adottato la scorsa settimana la sua proposta di parere firmata da Hildegard Bentele (PPE) sulla strategia dell’idrogeno presentata dalla Commissione Europea a luglio, allineandosi alla relazione della commissione competente per l’Industria, mercato interno e energia (ITRE) firmata dal socialista Jens Geier. La ITRE dovrebbe adottare a marzo la versione finale del progetto di risoluzione, che finirà poi ai voti della plenaria.

I deputati chiedono un chiaro impegno dell’Ue per una rapida transizione verso l’idrogeno verde, prodotto da elettrolisi alimentata da rinnovabili. Ma riconoscono allo stesso tempo che l’idrogeno può essere prodotto da una grande varietà di processi e per questo ammettono “un ruolo di ponte” per l’idrogeno a basse emissioni di carbonio (low-carbon), il cosiddetto idrogeno “blu”, ottenuto dal gas naturale con cattura e stoccaggio del carbonio (tecniche CCS), per iniziare a ridurre le emissioni di gas serra e favorire la transizione verso neutralità climatica dell’Unione nel 2050.

Un periodo transitorio in cui ammettere l’uso di idrogeno blu è contemplato anche dalla stessa strategia della Commissione europea. Sviluppare un’economia dell’idrogeno pulito, o idrogeno verde, è parte centrale del piano europeo per decarbonizzare il mix energetico dell’Unione e soddisfare gli obiettivi del Green Deal tagliando le emissioni di CO2. Ma la strada è ancora lunga. L’Ue vuole arrivare a farlo crescere fino al 13-14 per cento del mix energetico complessivo dell’Unione entro il 2050 e attualmente rappresenta meno del 2 per cento di cui oltre il 90 per cento è prodotto da fonti fossili, che dunque producono emissioni. Per questo ha previsto che “nel breve e medio termine” l’idrogeno a base fossile a basse emissioni di carbonio possa fare da ponte per quello verde. Anche considerato che non ci sono le premesse per eliminarlo su breve periodo, l’idrogeno 100% rinnovabile costa tre volte tanto l’idrogeno a basse emissioni di carbonio.

Ma una strategia basata sulla combinazione di idrogeno verde e blu è “auspicabile” anche secondo uno studio dell’Hydrogen Council, un’associazione internazionale di aziende interessate all’idrogeno. La relazione ha messo in evidenza come l’idrogeno verde sia la scelta migliore in termini di decarbonizzazione del mix energetico dell’Unione, ma che la produzione da gas metano con tecniche di sequestro della anidride carbonica, il cosiddetto idrogeno blu, se “utilizzate le migliori tecnologie e seguite le migliori pratiche” porterebbe ugualmente a un risparmio di CO2 molto elevato. Entrambi gli scenari di produzione, secondo l’Hydrogen Council, sono percorribili e ogni Paese dovrebbe scegliere tra “verde” e “blu” in base alle proprie risorse energetiche. L’importante è accompagnare il processo di transizione con massicci investimenti per abbassare i costi di produzione che ora sono troppo elevati e non lo rendono competitivo. 

Al momento infatti la produzione richiede una grande quantità di energia con costi elevati e ancora non consente la produzione su larga scala. Da qui al 2050 la Commissione vuole investire nella produzione di elettrolizzatori, che sono necessari per la trasformazione di energia rinnovabile (eolica e solare, soprattutto) in idrogeno verde, attraverso un processo di elettrolisi dall’acqua. L’idrogeno low-carbon “può essere parte della transizione, ma solo l’idrogeno verde ci condurrà alla neutralità climatica”, ha ricordato la presidente Ursula von der Leyen partecipando a un evento dell’Hydrogen Council. Ma l’idrogeno verde deve diventare una scelta più sostenibile e competitiva in termini economici. 

Al Parlamento europeo è iniziata la discussione sull'idrogeno "pulito", il parere della commissione per l'Ambiente (ENVI) sulla strategia della Commissione europea. I deputati chiedono un impegno chiaro dell'Ue per una rapida transizione verso l'idrogeno verde, prodotto da elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili. Ma riconoscono un ruolo di "ponte" per l'idrogeno a basse emissioni di carbonio (low-carbon), ottenuto dal gas naturale con cattura e stoccaggio di CO2
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