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Legge sul clima, si chiude il terzo ciclo di negoziati senza progressi sul nuovo target al 2030

Bruxelles – Nessun progresso concreto nei negoziati sulla Legge europea sul clima. Ieri (2 febbraio) si è chiuso il terzo trilogo politico tra Consiglio e Parlamento sulla legge climatica proposta a marzo dalla Commissione per vincolare giuridicamente l’obiettivo di neutralità climatica al 2050. Passi avanti si sono registrati su alcuni elementi della legge considerati secondari, come l’introduzione di strategie nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici (su cui gli Stati si stanno avvicinando alla posizione del Parlamento). Ma rimane in stallo l’aggiornamento degli obiettivi climatici a medio (2030) e lungo (2050) termine, che sono il punto cardine della legge sul clima, nonché l’eventuale inserimento di un terzo target per il 2040, richiesto dal Parlamento europeo. 

I capi di Stato e governo hanno trovato un accordo politico a dicembre sulla riduzione delle emissioni di gas serra del 55 per cento (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2030, per incontrare l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050. La decisione dei leader europei ha valore solo politico, ora i negoziatori di Parlamento e Consiglio devono trovare un accordo tecnico nel quadro della Legge sul clima, con gli eurodeputati che spingono per alzare le ambizioni ad almeno il 60 per cento entro il 2030. Non è cosa di poco conto, soprattutto perché agli Stati sono serviti mesi di tempo per trovare un accordo sul -55 per cento (con i Paesi dell’Est Europa reticenti a concedere tanto) e dunque è improbabile che possano accogliere una proposta per andare oltre.

Secondo fonti parlamentari, il Consiglio si è mostrato estremamente chiuso e reticente a parlare del target 2030. “Ancora una volta non ci sono state discussioni sulla questione dell’obiettivo climatico per il 2030 e se la neutralità climatica si applicherà anche agli Stati membri singolarmente per il 2050”, spiegano dall’Eurocamera. Da parte del Consiglio la visione è meno drammatica e si parla comunque di un trilogo “costruttivo e amichevole”, che in sostanza serve a spianare la strada a ulteriori discussioni a livello tecnico che riprenderanno il 5,8 e 12 febbraio. Per il prossimo trilogo politico, invece, se ne riparlerà a marzo.

Insieme agli obiettivi climatici rimane in sospeso la proposta del Parlamento di introdurre un Consiglio europeo scientifico per il clima (ECCC), la richiesta per la Commissione europea di calcolare un bilancio delle emissioni di gas a effetto serra rimanenti per l’UE a 27 entro dicembre di quest’anno, l’inserimento di traiettorie specifiche per tutti i settori dell’economia europea che emettono emissioni di CO2 e infine un nuovo obiettivo intermedio da includere per il 2040.

Passi avanti su alcuni dettagli secondari come l'introduzione di strategie nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici, ma si rimanda ancora la discussione sui nuovi obiettivi climatici a medio (2030) e lungo (2050) termine dell'Unione Europea. Prossimi triloghi tecnici il 5,8 e 12 febbraio
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