Sostieni
il giornalismo di qualità
ABBONATI ORA
HOT TOPICS  / Recovery plan Brexit Coronavirus

Brexit, via libera della Commissione UE per libera circolazione dati verso Regno Unito

Bruxelles – È arrivato il via libera dalla Commissione Europea: i dati e le informazioni personali dei cittadini UE potranno continuare a circolare verso il Regno Unito anche nell’era post-Brexit. In via preliminare, il gabinetto presieduto da Ursula von der Leyen ha ritenuto che gli standard britannici per la tutela della privacy sono in linea con i requisiti comunitari.

L’adozione delle due decisioni di adeguatezza – una ai sensi del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e l’altra per la direttiva sull’applicazione della legge (LED) – è cruciale per il futuro delle relazioni commerciali tra Unione Europea e Regno Unito e per questo motivo è arrivata solo dopo aver “valutato attentamente” l’applicazione della legislazione britannica in materia di tutela della privacy, “comprese le norme sull’accesso ai dati da parte delle autorità pubbliche”. Secondo le conclusioni della Commissione, “il Regno Unito garantisce un livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello del GDPR“.

La decisione preliminare dovrà ora ottenere un parere positivo da parte del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e il via libera definitivo da un comitato composto dai rappresentanti dei Ventisette. Completata la procedura, la Commissione potrà procedere all’adozione delle due decisioni di adeguatezza, che rimarranno valide per un primo periodo di quattro anni. Successivamente sarà possibile rinnovare la valutazione di adeguatezza, se il livello di protezione dei dati nel Regno Unito continuerà a essere considerato adeguato agli standard UE.

Per il momento i flussi di informazioni personali tra lo Spazio economico europeo e il Regno Unito rimangono al sicuro grazie a un regime provvisorio concordato nell’accordo di commercio e cooperazione UE-Regno Unito. Il periodo di transizione scadrà il prossimo 30 giugno.

Le dichiarazioni delle parti

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea, ma non la famiglia della privacy europea“, ha commentato la vicepresidente per i valori e la trasparenza, Věra Jourová. “Allo stesso tempo, dovremmo assicurarci che la nostra decisione resisterà alla prova del tempo”. Per questo motivo la Commissione ha incluso “meccanismi chiari e rigorosi in termini di monitoraggio e revisione, sospensione o ritiro di tali decisioni”.

Le ha fatto eco il commissario per la Giustizia, Didier Reynders: “Un flusso di dati sicuri tra l’Unione Europea e il Regno Unito è fondamentale per mantenere stretti legami commerciali e cooperare efficacemente nella lotta alla criminalità”. Il commissario ha confermato che “ora le autorità europee per la protezione dei dati esamineranno a fondo i progetti di testo”, perché “il diritto fondamentale dei cittadini europei alla protezione dei dati non deve mai essere compromesso quando le informazioni personali viaggiano attraverso la Manica”.

Oliver Dowden, segretario di Stato britannico per il digitale ha accolto “con favore la pubblicazione dei progetti di decisione”, che “riflettono il nostro impegno verso elevati standard di protezione dei dati e aprono la strada alla loro approvazione formale”. Dowden ha aggiunto che “sebbene i progressi dell’Unione in questo settore siano stati più lenti di quanto avremmo voluto, sono lieto che abbiamo raggiunto questo traguardo significativo”.

Dopo "un'attenta valutazione preliminare" gli standard britannici per la tutela della privacy sono stati considerati equivalenti al GDPR. Ora servirà l'ok del Comitato europeo per la protezione dei dati e dei Ventisette. Cruciale per futuro del commercio e lotta alla criminalità
L'accesso agli articoli è riservato agli utenti iscritti o abbonati
ISCRIVITI o ABBONATI
Sei già iscritto o abbonato? Effettua il login

ARTICOLI CORRELATI

Politica Estera

Vertici UE ad Ankara per tendere la mano a Erdogan. Von der Leyen avverte: "Diritti umani non negoziabili"

I presidenti di Commissione e Consiglio in visita in Turchia per discutere di come rilanciare un dialogo costruttivo. Michel: "Ora alla Turchia cogliere questa opportunità in modo solido e sostenibile". Von der Leyen "molto preoccupata" che Ankara si sia chiamata fuori dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne: "Segnale sbagliato"
Exit mobile version