Sostieni
il giornalismo di qualità
ABBONATI ORA
HOT TOPICS  / Recovery plan Brexit Coronavirus

PAC e acque europee: per l'Agenzia Ue dell'ambiente servono misure più ambiziose per ridurre la pressione agricola

Bruxelles – Per l’Agenzia europea dell’ambiente servono misure più ambiziose nel quadro della nuova Politica agricola comune (2021-2027) per mitigare la pressione dell’agricoltura sullo stato dell’acqua e della biodiversità dell’Unione Europea. Nell’ultima valutazione dell’AEA si sottolinea che molte delle acque superficiali e sotterranee dell’Europa non sono in buono stato mentre quello dei mari regionali è addirittura “allarmante”. Le attività e le pratiche agricole, più o meno intensive, giocano un ruolo di pressione sulle acque europee, soprattutto dovuto all’inquinamento da sostanze nutritive e chimiche (fertilizzanti e pesticidi), all’estrazione dell’acqua, il drenaggio del terreno e lo stoccaggio dell’acqua. L’agenzia ambientale europea vede la futura PAC come uno strumento per ridurre queste pressioni.

Ridurre le pressioni dell’agricoltura è fondamentale per migliorare lo stato attuale dei fiumi, dei laghi, delle acque e dei mari di transizione e costieri nonché dei corpi idrici sotterranei. In sostanza si chiedono pratiche di gestione agricola più sostenibili, “basate su principi agroecologici, di agricoltura biologica e soluzioni basate sulla natura”. Le raccomandazioni dell’AEA arrivano mentre a Bruxelles sono in corso i negoziati tra Stati membri e Parlamento Europeo sulla nuova Politica agricola comune, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Tra le novità del nuovo esercizio finanziario l’introduzione di eco-schemi, una sorta di architettura verde della PAC per sostenere economicamente gli agricoltori che scelgono di essere più ambiziosi in termini di tutela dell’ambiente e azione per il clima, adottando pratiche più sostenibili anche per ridurre l’impronta di carbonio del settore che contribuisce a circa il 10 per cento delle emissioni di gas serra dell’UE. Sono in corso i negoziati tra Consiglio e Parlamento se destinare agli eco-schemi il 20 o 30 per cento del budget totale della nuova PAC, quasi 390 miliardi di euro per sette anni. 

Per il primo pilastro della PAC – gli aiuti diretti agli agricoltori – l’AEA si rammarica che la riforma non includa disposizioni sull’irrigazione o sull’inquinamento chimico tra le condizionalità degli aiuti, per evitare l’intensificazione agricola e gli incentivi che entrano direttamente in conflitto con gli obiettivi di protezione delle acque. Suggerisce quindi di associare i pagamenti accoppiati a “condizioni ambiziose” per evitare che entrino in conflitto con gli obiettivi ambientali di protezione dell’acqua. Sul secondo pilastro – la politica di sviluppo rurale – suggerisce invece di mettere bene a fuoco gli investimenti in irrigazione, drenaggio o costruzione di serbatoi. Apprezza invece l’introduzione di un nuovo modello di performance (new delivery model), che sostituisce un approccio basato sulla conformità con un uno sui risultati, che dovrebbe garantire “più trasparenza e incoraggiare gli agricoltori ad essere più innovativi”.

Lo stato delle acque superficiali e sotterranee dell'Europa non è buono e quello dei mari regionali europei è addirittura "allarmante". Pratiche di gestione agricola più sostenibili, basate su principi agroecologici e di agricoltura bio, possono ridurre le pressioni dovute all'inquinamento da fertilizzanti e pesticidi, all'estrazione dell'acqua o al drenaggio del terreno
L'accesso agli articoli è riservato agli utenti iscritti o abbonati
ISCRIVITI o ABBONATI
Sei già iscritto o abbonato? Effettua il login

ARTICOLI CORRELATI

Exit mobile version