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Legge clima, Timmermans: "Fissare il nuovo obiettivo emissioni al 2030 prima del vertice con Biden"

Bruxelles – Flessibilità nei negoziati per raggiungere un accordo sulla Legge europea sul clima entro il 22 aprile, quando Joe Biden ospiterà il forum dei leader mondiali sui cambiamenti climatici. La prima occasione internazionale per parlare di clima da quando si è insediato alla Casa Bianca.

‘Flessibilità’ per sciogliere tutti i punti ancora in sospeso è quanto ha chiesto agli Stati membri e all’Europarlamento il vicepresidente Frans Timmermans, partecipando alla videoconferenza informale dei ministri Ue per l’Ambiente, il primo che ha visto l’Italia rappresentata da Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica.

John Kerry e Frans Timmermans

La Commissione europea vuole arrivare al vertice di aprile con una posizione forte per “guidare il mondo nella lotta ai cambiamenti climatici”. In quella occasione, il neo presidente Biden svelerà il nuovo piano degli Stati Uniti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il prossimo decennio. E l’UE non può presentarsi senza un obiettivo a medio termine. “Vogliamo mostrare al mondo che l’UE guida l’azione globale per il clima”, ha detto Timmermans. Il raggiungimento di tale scadenza “è estremamente importante se l’Europa vuole mantenere il suo ruolo di leadership e vuole invitare il resto del mondo a seguire il suo esempio”, ha aggiunto il vicepresidente per il Green Deal. Tuttavia, è necessario fare progressi concreti sui punti che sono rimasti in sospeso e cercare un accordo “sull’intero pacchetto della legge nel suo insieme”, senza affrontare gli argomenti separatamente. Per Timmermans i negoziatori dovranno mostrare “flessibilità sui punti sensibili ancor in sospeso”, in queste settimane.

Concorde con la visione di Timmermans anche Cingolani. “Finalizzare la legge per il clima Ue prima del vertice organizzato dal presidente Biden avrebbe un grande significato”, ha detto nel suo intervento nella videoconferenza dei ministri dell’Ambiente Ue.

“L’azione climatica deve essere accelerata è l’Italia è pronta a un dialogo costruttivo per raggiungere un accordo equo per tutti”. Aggiunge che tutte le istituzioni coinvolte nei negoziati “dovrebbero dimostrare flessibilità e disponibilità”. Anche la presidenza del Portogallo vuole un accordo entro un mese, tanto che ha organizzato il prossimo trilogo (il quinto in tutto) per il 26 marzo, per poter fare passi avanti prima della pausa pasquale. 

Non c’è solo il vertice degli USA in ballo. La legge sul clima servirà da base giuridica per il nuovo pacchetto normativo “Fit for 55” (Pronti per il 55%), che la Commissione deve pubblicare a giugno con l’obiettivo di raggiungere il nuovo obiettivo di taglio delle emissioni per il 2030. Le proposte includeranno tra le altre cose nuovi standard di CO2 delle auto più severi dell’UE, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio e nuovi obiettivi per l’energia rinnovabile. L’obiettivo per il 2030 sarà però deciso nel quadro della legge sul clima. La Commissione e gli Stati membri dell’UE vogliono ridurre le emissioni nette di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, mentre il  Parlamento europeo è agguerrito nel chiedere una riduzione del 60 per cento.

Arrivare al Summit internazionale sul clima del 22 aprile con un accordo sulla riduzione delle emissioni a medio termine è nei piani della Commissione, nonostante i negoziati vadano a rilento. L'esordio al Consiglio Ambiente del ministro per la Transizione ecologica Cingolani: governi e Parlamento devono mostrare "più flessibilità e disponibilità, finalizzare l'accordo avrebbe grande significato"
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