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Protezione dati, si intensificano i negoziati per lo "scudo della privacy" UE-Stati Uniti

Bruxelles – È un’alleanza rafforzata a 360 gradi quella che è uscita dall’intensa settimana di rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Unione Europea. Anche sul fronte della protezione dei dati e del tentativo di armonizzare i flussi di informazioni tra le due sponde dell’Atlantico: il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, e la segretaria per il Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo, hanno deciso di intensificare i negoziati per un nuovo quadro sullo scudo per la privacy UE-Stati Uniti (Privacy Shield).

Lo scopo dei nuovi colloqui è quello di trovare un’intesa “conforme” alla sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, che nel luglio dello scorso anno aveva boccato il primo accordo politico del 2016 per inadeguatezza nella protezione dei dati dei cittadini europei sul suolo statunitense. “Questi negoziati sottolineano il nostro impegno condiviso per la privacy, la protezione dei dati e lo Stato di diritto“, si legge nella comunicazione congiunta, ma anche “il nostro reciproco riconoscimento dell’importanza dei flussi di dati transatlantici per cittadini, economie e società”.

A seguito della sentenza del 16 luglio 2020 la Commissione UE e il Dipartimento del Commercio USA avevano subito avviato il confronto per valutare le possibilità di una nuova intesa sul Privacy Shield, il quadro sugli scambi transatlantici di dati personali a scopo commerciale. L’impulso decisivo è stato offerto dalla nuova amministrazione guidata dal democratico Joe Biden, che ha confermato che “la nostra partnership per facilitare flussi di dati affidabili” sarà votata al sostegno della ripresa economica dopo la pandemia COVID-19, “a vantaggio dei cittadini e delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”.

L'amministrazione Biden conferma "l'impegno condiviso" con la Commissione UE per un'intesa sugli scambi transatlantici di informazioni personali a scopo commerciale. Il nuovo quadro sarà "conforme" alla sentenza della Corte di Giustizia UE del luglio 2020
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