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Berlino frena su AstraZeneca per gli under 60. EMA: "Nessun fattore di rischio legato all'età"

Bruxelles – Non è dimostrato alcun fattore di rischio specifico, come l’età, il sesso o una precedente storia di disturbi della coagulazione del sangue, per i casi rari di trombosi che sono stati segnalati dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. “Un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso”, comunica in una nota l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) che lunedì 29 marzo ha convocato una riunione del gruppo di esperti ad hoc per fornire ulteriori contributi alla valutazione in corso sul vaccino contro il Coronavirus sviluppato da AstraZeneca con l’Università di Oxford. 

L’Agenzia europea torna a fare un punto sul siero dopo la decisione di ieri (30 marzo) della Germania di sospendere nella maggior parte dei casi a partire da oggi l’uso del vaccino AstraZeneca per gli individui di età inferiore ai 60 anni, come annunciato dalla cancelliera Angela Merkel e dal ministro della Salute Jens Spahn in conferenza stampa. 

La decisione di Berlino

“Dobbiamo essere in grado di fidarci dei vaccini”, ha detto la Merkel in conferenza stampa, sostenendo che la fiducia dei cittadini deriva dalla consapevolezza che ogni caso sospetto legato alla assunzione del farmaco sarebbe stato indagato dalle autorità competenti. Prima Berlino, poi Brandeburgo e Monaco: ieri una alla volta diverse regioni della Germania hanno sospeso l’uso del vaccino nelle persone sotto i 60 anni dopo l’emergere di nuovi casi sospetti di coaguli di sangue nel cervello dopo la vaccinazione con il vaccino mentre in 19 casi sono state segnalate piastrine anormalmente basse, che aiutano la coagulazione del sangue, e nove persone sono morte. Quelle erano “scoperte che non possiamo ignorare”, ha detto la Merkel.

La decisione di Merkel è influenzata da una raccomandazione di STIKO, la commissione permanente per le vaccinazioni, secondo la quale il vaccino di AstraZeneca “dovrebbe essere utilizzato principalmente per le persone di età superiore ai 60 anni”. Per gli individui sotto a quella fascia di età, possono comunque essere vaccinato con AZ su propria richiesta e dopo informazioni dettagliate, e dunque l’uso del vaccino è a discrezione del medico che deve somministrarlo. Nei fatti, chiede cautela prima della somministrazione prima che sia fatta chiarezza. Secondo questo, il vaccino AZ deve essere utilizzato principalmente per le persone che hanno raggiunto i 60 anni. I più giovani possono essere vaccinati con AZ solo se decidono di farlo insieme al medico che effettua la vaccinazione e con un’analisi dei rischi individuale dopo un’attenta spiegazione.

“Benefici superiori ai rischi”

Per il momento la posizione dell’EMA non è cambiata rispetto a quanto aveva riferito il 18 marzo sul siero anglo-svedese: i benefici del vaccino nella prevenzione della malattia COVID-19, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali. Le indagini sono ancora in corso e sulla base di tutti i dati attualmente disponibili, il comitato dell’EMA dovrebbe emettere una raccomandazione aggiornata durante la sua riunione plenaria del 6-9 aprile. “La nostra raccomandazione sarà guidata dalla scienza”, ha assicurato Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’EMA in conferenza stampa. 

Nesso causale tra casi di trombosi e somministrazione del vaccino non è dimostrato, "ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso", comunica l'Agenzia europea per i medicinali che sta continuando a indagare. 6-9 aprile attesa una raccomandazione aggiornata
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