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Pasqua e lockdown, come e dove l'Europa si richiude

Bruxelles – 107 milioni di dosi di vaccini contro il Coronavirus consegnate ai Ventisette Stati membri nel primo trimestre dall’Unione Europea, che si aspetta ora una forte “accelerazione” nelle prossime settimane con la somministrazione. Tra le dosi consegnate e quelle effettivamente somministrate c’è un disavanzo di circa 20 milioni di dosi ed è anche per questo che la Commissione europea ha deciso di rendere pubblici i dati, per dire ai governi “di fare più in fretta”.

L’Europa si trova di fronte a una terza ondata, con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) che segnala 25.220.376 casi di infezione da Coronavirus, di cui la maggior parte Francia, Italia, Spagna, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi; e 592.929 decessi. I primi tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale in Europea (che si sono conclusi ieri) non hanno soddisfatto le aspettative, un po’ per i tagli alle consegne un po’ per la lentezza con cui gli Stati stanno vaccinando: solo il 5,7 per cento degli europei è vaccinato con doppia dose, mentre il 13,5 per cento ha ricevuto almeno la prima dose. Il traguardo di vaccinare il 70 per cento della popolazione per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge è ancora molto lontano, ma l’UE conferma l’impegno rassicurata dalla consegna delle dosi al secondo trimestre (in tutto dovrebbero arrivare altre 360 milioni di dosi).

Dati ECDC sui progressi nelle vaccinazioni

All’ultimo Summit europeo del 25 e 26 marzo è arrivato ancora una volta il monito dell’UE a non vanificare del tutto gli sforzi compiuti fino a questo momento per abbassare il numero di infezioni da Coronavirus in UE e dare il tempo alle campagne di vaccinazione nazionali di prendere il largo. I governi europei sembrano concordare su questo principio generale, e ognuno per sé, stanno lavorando per capire quali restrizioni mantenere in vista delle feste di Pasqua e quali, invece, allentare.

L’Italia, in primis, ha previsto alcune regole e restrizioni speciali per i giorni sabato 3 aprile, domenica 4 aprile (Pasqua) e lunedì 5 aprile (Pasquetta), quando tutta l’Italia sarà considerata zona rossa. Prevista però una sola volta al giorno la possibilità di andare in un’altra abitazione privata, purché sia all’interno della stessa regione, quindi niente spostamenti tra regioni. 

Quanto a quelli fuori dal Paese, con una ordinanza annunciata su Twitter il 30 marzo, il ministro della Salute Roberto Speranza, ha stabilito regole più stringenti per gli spostamenti da e verso l’Italia nel periodo delle vacanze di Pasqua, da considerare in vigore fino al 6 aprile.

L’ordinanza è pensata dal governo di Roma come deterrente per scoraggiare viaggi all’estero non essenziali, programmati per le vacanze di Pasqua, dopo le polemiche scoppiate nel Paese a causa delle restrizioni imposte per gli spostamenti su base nazionale e non quelle verso l’estero. Paradossalmente era più facile spostarsi all’estero che andare a trovare un parente in una regione che non è la propria.

Date le polemiche, il governo ha fatto subito dietrofront e non potendo fermare i viaggi all’estero ha diramato l’ordinanza almeno per scoraggiarli, introducendo 5 giorni di quarantena al rientro in Italia nonché doppio test in partenza e arrivo. L’adozione di misure come “test e quarantene sono previste dalle raccomandazioni Ue”, ha precisato un portavoce della Commissione europea rispondendo alle domande dei giornalisti sulle nuove regole dell’Italia. Ha ribadito che i Paesi possono introdurre misure restrittive purché e non discriminatorie e proporzionate”. “Se il rischio di contagio è simile per i viaggi nazionali e oltre confine, sarebbe bene applicare una certa coerenza” nelle misure, ha aggiunto.

In molti hanno rafforzato le restrizioni in vista del periodo pasquale e in questo articolo in continuo aggiornamento, teniamo traccia delle misure restrittive introdotte di volta in volta dentro l’area Schengen.

AUSTRIA – Nel Paese è ancora in vigore coprifuoco notturno tra 20 e le 6 del mattino seguente. Gli hotel sono tutti chiusi anche perché turismo e i viaggi di piacere non sono possibili e ristoranti e bar possono offrire solo servizi da asporto o consegna. A Vienna sono state introdotte misure aggiuntive in vista delle feste pasquali in vigore dal 1° all’11 aprile: i negozi non essenziali e i musei rimangono chiusi.

BELGIO – A partire da sabato 27 marzo, il Paese ha richiuso le scuole, i negozi non alimentari e i parrucchieri per quattro settimane, fino al 25 aprile. Resta confermata la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino, mentre per la Regione di Bruxelles il coprifuoco è esteso dalle 22 alle 6, con l’obbligo di indossare sempre la mascherina. Ulteriori misure riguardano principalmente la riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato, che si riducono a quattro. Resta in vigore fino al 18 aprile 2021 il divieto generalizzato di effettuare viaggi “non essenziali” da/verso il Belgio.

Intanto ieri un tribunale belga ha ordinato al governo federale di revocare tutte le restrizioni sul Coronavirus entro 30 giorni, dando ragione a un gruppo per i diritti civili che si era lamentato della mancanza di base giuridica per il modo in cui il governo impone queste misure senza passare dal Parlamento. In pratica, ciò significa che il governo ha 30 giorni per stabilire una base giuridica adeguata ma ha già fatto sapere di voler impugnare la sentenza.

DANIMARCA – In vigore un blocco nazionale e le misure nazionali più severe fino alla fine delle feste, fino al 5 aprile. Il numero massimo di persone consigliato per radunarsi al chiuso continua a essere cinque persone. Il numero massimo di persone che possono riunirsi all’aperto è di 10 persone. A partire dal 6 aprile riapriranno le attività con l’obbligo di attuare misure per prevenire la diffusione del COVID-19, oltre che la riapertura delle scuole e dell’istruzione superiore prevista a livello nazionale.

FRANCIA – Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato ieri (31 marzo) un nuovo lockdown in tutta la Francia in vigore dal 3 aprile per quattro settimane, per contrastare l’andamento  della pandemia. La Francia continua a essere duramente colpita dall’epidemia di Covid-19. Mercoledì sono stati rilevati 59.038 nuovi casi in sole 24 ore. Attualmente sono ricoverati 28.463 pazienti, di cui 5.053 in terapia intensiva. 

Le nuove misure introdotte su base nazionale sono le stesse che erano già applicate ai 19 dipartimenti dove la situazione epidemiologica era più grave: coprifuoco dalle 19, chiusi i negozi non essenziali, e chiuse anche le scuole dal periodo di Pasqua almeno fino al 26 aprile. Il capo dell’Eliseo ha parlato anche della campagna di vaccinazione: dal 16 aprile sarà aperta alla fascia di età 60-70 anni, dal 15 maggio ai 50-60 anni e da metà giugno a meno di 50 anni. Macron promette che “entro la fine dell’estate, tutti i francesi di età superiore ai 18 anni che lo desiderano potranno essere vaccinati”.

GALLES – La regola dello “stare a casa” è stata revocata il 27 marzo, ma resta “illegale” viaggiare dentro o fuori il Galles senza un motivo ragionevole, come il lavoro. Alloggi per vacanze aperti solo per le persone che vivono in Galles.

GERMANIA – “Un errore deve essere chiamato errore”. Sono le parole con cui la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto di aver deciso di revocare il lockdown annunciato lunedì 29 marzo per il periodo di Pasqua, per cercare di rallentare la terza ondata della pandemia in corso. Merkel aveva deciso di rafforzare le restrizioni e di prolungare fino al 18 aprile il lockdown attualmente in vigore nel paese. Dal primo al 5 aprile, in particolare, sarebbero rimaste chiuse tutte le attività commerciali, compresi i negozi alimentari, con l’eccezione di sabato 3 aprile. La proroga del lockdown in Germania ha provocato molte polemiche e critiche, anche della Chiesa cattolica e da quella evangelica, preoccupate della celebrazione delle messe pasquali, costringendo Merkel a tornare sui suoi passi.

Per l’ingresso nel Paese, il governo federale ha reso obbligatorio dal 30 marzo un risultato del test negativo effettuato 48 ore prima dell’ingresso nella Repubblica federale di Germania. Il nuovo obbligo di testare e fornire prove si applica almeno fino al 12 maggio, con possibilità di essere prorogato.

INGHILTERRA – Mentre tutti o quasi i Paesi dell’UE stanno reintroducendo blocchi, tutto il Regno Unito ha avviato la roadmap per uscire fuori dal lockdown, visto il progredire della campagna di vaccinazione (di recente ha fatto registrare il primo giorno senza morti da COVID, sintomo che la vaccinazione sta funzionando nei fatti).

In Inghilterra la roadmap per uscire dal blocco è iniziata già dall’8 marzo: dal 29 marzo, la regola dello “stare a casa” è terminata e fino a 6 persone o 2 famiglie possono incontrarsi all’esterno ma bisognerà aspettare il 12 aprile per l’apertura di punti vendita non essenziali; locali per la cura della persona come parrucchieri e saloni di bellezza; ed edifici pubblici, comprese biblioteche e centri sociali. Riapriranno anche strutture per il tempo libero al coperto come le palestre. La quarta e ultima fase è prevista dal 21 giugno, quando il governo Boris Johnson prevede di non imporre più alcuna restrizione nemmeno ai contatti sociali.

PAESI BASSI – Di fronte a “una terza ondata che sta diventando evidente” le restrizioni attualmente in vigore sono state estese fino al 20 aprile. Solo dal 31 marzo il coprifuoco inizia un’ora dopo, alle 22 invece che alle 21 fino alle 5:30. Il governo sta anche cercando di vedere come potrebbe essere utilizzato l’auto-test nell’istruzione per consentire agli studenti dell’istruzione superiore (licei e università) di frequentare lezioni di persona un giorno alla settimana, non prima del 26 aprile. Restano sconsigliati i viaggi all’estero fino al 15 maggio compreso.

SPAGNA – La Spagna è attualmente uno dei Paesi in Europa con meno restrizioni, per questo una delle mete turistiche privilegiate nonostante la pandemia in corso. Consentito l’ingresso da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza l’obbligo di fare quarantena, anche se fino al 5 aprile sono stati tuttavia ristabiliti i controlli alla frontiera terrestre col Portogallo. Si può entrare anche se è obbligatorio un test molecolare PCR negativo all’ingresso per tutti i Paesi UE e quasi tutti i Paesi extra UE.

Tuttavia, la situazione non è delle migliori, e la Spagna rischia di tornare a essere ad alto rischio di contagio. Secondo la ministra della Salute di Castilla y León, Verónica Casado: “Stiamo andando verso una situazione che ci porta ad affermare che stiamo già entrando nella quarta ondata”. Fino a maggio rimane in vigore il coprifuoco dalle 23 alle 6. Nel resto della giornata si può uscire solo per andare al lavoro, a scuola, per acquistare medicine o per prendersi cura di anziani e bambini.

Italia in zona rossa dal 3 al 5 aprile, ma non solo. I governi europei alle prese con la terza ondata in Europa e con le misure restrittive per dare tempo alle campagne di vaccinazione nazionali di prendere quota. Solo il 5,7 per cento della popolazione europea vaccinata con doppia dose, 13,5 per cento ha ricevuto almeno la prima
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